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Giuseppe Brienza - I Referenti Il ladrone delinquente, amico e sodale di Pierferdinando Casini, Marco Follini, Luigi Cesa & c., protetto temerariamente a Bari dall'ex Procuratore Capo Michele De Marinis, dai PP.MM. Vincenzo Maria Bisceglia, Gaetano De Bari, Giovanni Colangelo, a Potenza dal corrotto P.M. Erminio Rinaldi e dal GIP Annamaria Loprete, a Roma dal P.M. Piero De Crescenzo, dal Gip Monastero, dal GIP Aggiunto Carlo Sarzana di S. Ippolito e a seguire...
BRIENZA Giuseppe, giā Provveditore agli Studi di Bari e, dopo il Promemoria inviato da Broglio Montani il 12 Novembre 1992 all'allora Ministro Rosa Russo Jervolino e le successive inchieste aperte a Roma e Bari, si propose come candidato senatoriale nel Collegio di Bari nella neonata formazione di Forza Italia. Venuto a conoscenza di questa notizia attraverso la Gazzetta del Mezzogiorno, il Broglio Montani si poneva in contatto con il coordinatore del movimento Piergiorgio Franci (presentandosi come simpatizzante di Forza Italia) per rappresentare che il Provveditore agli Studi di Bari non era degno di entrare in un partito che si proponeva di fare piazza pulita dei tanti corrotti alla ricerca di un ancora di salvataggio. Il Brienza, venuta meno questa possibilitā si propose quindi alla Lista Polo di Destra di Potenza e, grazie al presunto interessamento di Pinuccio Tatarella venne, per disgrazia degli onesti, eletto al Senato della Repubblica. Successivamente riciclatosi nella Lista CCD, venne nuovamente eletto nelle elezioni del 1996 fino a quando, il 7 Giugno del 2000, con la l'audacia consentitagli dalla stretta amicizia con importanti uomini politici, (numerosissime volte il Brienza, a braccetto dell'On. Casini, fu personalmente visto dal sottoscritto nei paraggi del Senato ed anche di Piazza di Spagna) decise con temerarietā di rassegnare le dimissioni da Senatore per tornare nella sua Puglia e assumere la Vice Presidenza della Regione, con deleghe ai pių lucrosi assessorati: Formazione Professionale, Pubblica Istruzione, Diritto allo Studio, Cooperazione ecc.
Ma i conti con il Broglio Montani non si erano chiusi: non appena appresa la notizia, malgrado l'esaurimento nervoso (conseguenza delle tante infamitā subite ad opera di magistrati indegni - Lettere Aperte ai PP. MM. Barba e De Bari) facesse presagire la caduta in uno stato di grave depressione, Broglio Montani, con appesa al collo l'immagine ingrandita dell'Home Page del suo sito non ancora oscurato (vedi l'Home Page della prima versione), era puntualmente presente fin dal primo mattino davanti all'ingresso della sede della Regione Puglia in Bari. Dopo i primi due-tre giorni di manifestazione, non essendo stato possibile agli agenti della Polizia di Stato (evidentemente sollecitati ad allontare il sottoscritto pur in presenza di una contestazione del tutto pacifica) intervenne direttamente la segretaria dell'ex senatore, accontentato dai suoi corrotti referenti politici e massoni con la delega ai pretesi ricchi assessorati, per chiedere al rompiscatole di mettere fine alla protesta minacciando, in caso contrario, una denuncia-querela da parte del suo capo. Posto che era notoria la protezione da sempre accordata al Provveditore Brienza da parte del P.M. Vincenzo Maria Bisceglia e dallo stesso Procuratore Capo Ermino De Marinis e, per ultimo, dal delinquente barese P.M. Gaetano De Bari, formalmente denunciato in data 15 Marzo 1996, insieme al suo collega romano Piero De Crescenzo, per omissioni di atti d'ufficio e favoreggiamento aggravato dall'entitā dei danni procurati all'Erario, la risposta alla minacciata denuncia da parte del LADRONE ritornato in Terra di Bari per depredare altre risorse statali e regionali a favore della sua amante e dei suoi referenti politici, fu una sola: riferisca al senatore che quanto prima formulerā la sua denuncia per gravi calunnie, tanto maggiore sarā la graditudine per la temerarietā dimostrata. L'Onorevole
Fassino, all'epoca Ministro della Giustizia, ricorderā certamente
un'episodio molto significativo accaduto nell'autunno del 2000 in
occasione della sua visita a Bari. Come da programma, era previsto un
incontro con i Presidenti della Regione e della Provincia: il sottoscritto
fin dal primo mattino, si trattenne, all'entrata del Palazzo della Regione
in attesa del suo arrivo fin dopo le 13:00 e, quando trapelō la notizia
che l'On. Fassino avrebbe "saltato" la visita alla Regione e si stava
dirigendo verso la Sede della Provincia, si portō presso
quest'ultima. Questa volta l'obiettivo di consegnare al Ministro il documento appeso al collo riuscė: notato che l'On. Fassino si approssimava all'auto che lo attendeva a sportello aperto, nel momento che l'auto si accingeva all'uscita, il calunniatore si sdraiō a terra bloccando l'autovettura del Ministro. La protesta terminō all'orquando Fassino, abbassando il finestrino, fece intendere che il "piquetero" poteva alzarsi e consegnargli il "manifesto" di protesta. Dopo le suddette ripetute
manifestazioni di Broglio Montani l'ex Provveditore decise (ndr - dopo aver distribuito altri miliardi ai suoi
amici) di rinunciare all'incarico optando per
il seggio al Parlamento Europeo. Non
senza sconcerto ho appreso solo oggi che nell'agosto del 2004 (quando
il sottoscritto era impegnato nello studio della lingua spagnola presso la
facolta di Lettere del'Universitā di Buenos Aires) i Presidenti del Senato della Repubblica e
della Camera dei deputati, Marcello Pera e Pier Ferdinando
Casini, hanno nominato componenti dell'Autoritā
di vigilanza sui lavori pubblici il Consigliere Alessandro Botto, il
Professor Giuseppe
Brienza,
il Presidente Luigi Giampaolino ed il Presidente Alfonso Maria Rossi
Brigante. Orbene,
dopo questa ulteriore conferma che la classe politica italiana, dalla
destra alla sinistra (passando ovviamento per il centro dove stazionano
insanziabili personaggi alla ricerca del potere e quindi pronti, per
opportunismo, a passare dall'uno all'altro versante) privilegia, in
modo particolare, i rappresentanti politici dotati di comprovata
esperienza e professionalitā nel campo del malaffare affermo, senza alcun
pentimento che MI VERGOGNO DI ESSERE ITALIANO
In attesa di poter ottenere la cittadinanza Argentina ho deciso, senza alcun rimpianto, di restituire alcuni giorni prima delle elezioni del 2008 il mio Certificato Elettorale. La Motivazione, richiestami dalla Cancelleria del Consolato d'Italia, e leggibile cliccando su questo stesso link.
Visto il brillante curriculum del Professor Brienza (da quando e da chi ha avuto la docenza...?), considerata la suddetta nomina del Brienza a componente dell'Autoritā di Vigilanza sui Lavori Pubblici da parte dei Presidenti della Camera e del Senato mi permetto di segnalare alle summenzionate Alte Autoritā dello Stato Italiano, attraverso i link che seguono, il profilo "irreprensibile" della persona da loro nominata a far parte dell'Autoritā di Garanzia sui Contratti Pubblici!!!
PER QUALE MOTIVO UN ESSERE INDEGNO, PRIVO DI VALORI ETICI E MORALI, NOMINATO A TALE IMPORTANTE INCARICO???
RUBA TU E PENSA A NOI...: TI GARANTIREMO AGIATEZZA E IMPUNITĀ!!!
Alla cortese attenzione dei Presidenti della Camera e del Senato
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