LA GRAVE VICENDA DEL P.M. VINCENZO BARBA

(Sostituto Procuratore alla Procura di Roma, già alla Procura di Potenza)

Dall'Appello - Denuncia datato 25 Dicembre 1995, al falso Attestato della Procura di Catanzaro del 6 Febbraio 2006 ed alla "Lettera Aperta al P.M. dott. Spagnuolo" ora Procuratore Aggiunto della Procura di Caranzaro.

a) il 7 Luglio 1997 ha dichiarato, mentendo, di non aver ancora ricevuto il fascicolo dalla Procura e, appena congedato intorno alle 13:15: 13:20, ha preparato il provvedimento di invio in archivio come atto non costituente notizia di reato;

b) ha dimenticato che l'allegato 14 (ultima delle 330 pp.) del dossier al suo esame, altri non era che l'Appello-Denuncia di nessuna rilevanza penale il 7 Luglio 1997 e, dopo oltre due anni, diventato di tale gravità da richiedere addirittura una condanna a due anni e sei mesi di reclusione;

c) ha sostenuto nella sua requisitoria che Broglio Montani non ha fornito alcun elemento utile a conforto delle sue accuse dimenticando che in calce al dossier c'era l'espressa richiesta di essere opportunamente ascoltato e che il 15 e 17 Settembre, sollecitato a concedergli udienza, ha fatto rispondere di essere troppo impegnato;

d) ha totalmente ignorato la "Memoria 26 Aprile 1999" e la Denuncia del 26 Agosto 1997 al Comando Generale della Guardia di Finanza con le seguenti conseguenze;

d) che l'allegato 13a era costituito dall'Esposto-Denuncia 7 Marzo 1996 contro i magistrati della Corte d'Appello di Bari per abuso ed omissione d'atti d'ufficio e corruzione aggravata in concorso con il difensore del principale imputato - convocazione il 9 Maggio 2001 e subito archiviato;

e) ha omesso, con dolo e colpe gravi, i doveri posti a suo carico dall'art. 55 c.p.p. ignorando le segnalazioni di reato presenti nel dossier al suo esame - stralcio - ed impedendo, con il suo illegale comportamento, il normale corso della giustizia nei confronti dei magistrati baresi, del Concessionario Olivetti di Putignano Vittorio Spedicati e dell'ex Provveditore agli Studi di Bari Giuseppe Brienza;

f) ha violato le norme sulla competenza territoriale e quelle riconducibili all'art. 408 c.p.p.

g) essendo consapevole della mia innocenza, la sua requisitoria e da considerarsi intimidatoria e calunniosa.