Al Sig. Ministro di Grazia e Giustizia ..........................................................................ROMA
Alla Procura Generale della Corte dei Conti ................................................................ROMA
Alla Procura Nazionale Antimafia ....................................................................................ROMA
- Alla Procura della Repubblica presso
- il Tribunale di BARI
- consegna presso Stazione CC di Putignano (Bari)
Oggetto Esposto-Denuncia
Il sottoscritto Mario BROGLIO MONTANI, nato a Roma il 9 Dicembre 1937 e domiciliato attualmente in Putignano presso la "Casa di Riposo" sita in Ctr. Piturno, espone quanto segue perché meritevole di attenzione da parte del Sig. Ministro di Grazia e Giustizia, della Procura Nazionale Antimafia nonché (per quanto riguarda la quantificazione e la conseguente rivalsa dei danni erariali procurati) della Procura Generale della Corte dei Conti di Roma.
PREMESSO
1.A - che lo scrivente, fin dal 1991, nella sua qualità di titolare della ditta individuale STILE UFFICIO corrente in Putignano, era venuto a conoscenza, nello svolgimento della sua attività indirizzata allinformatizzazione delle scuole statali, che tali forniture, nell'ambito della regione, erano quasi sempre appannaggio della ditta COMPUTER LEVANTE con sede a Bari e della ELETTRONICA VENETA che invece operava a livello nazionale avvalendosi della collaborazione di aziende locali,
1. B - che nellallora qualità di titolare della STILE UFFICIO ma anche, e soprattutto, quale componente del Comitato Tecnico della COMUMUFFICIO (associazione di categoria) lo scrivente si premurava informare il Presidente Rag. Enore DEOTTO di quanto appreso, informazioni che venivano trasmesse a mezzo fax rispettivamente in data 16 Novembre, 20 Novembre, 1° Dicembre e 12 Dicembre 1991;
1.C - che, come si legge nella lettera datata 15 Marzo 1992, dopo inutili tentativi di contattare l'amico Senatore Nicola Putignano di Noci (Bari) affinché si adoperasse a livello politico per mettere fine alla scandalosa situazione (ritenevo allora che svolgendosi le riunioni a Castellammare di Stabia, vi fosse il coinvolgimento dellOn. Antonio GAVA, democristiano) deluso e amareggiato, decisi a abbandonare definitivamente ogni attività imprenditoriale in proprio;
1.D - che, con fax datato 30 Aprile 1992 ma trasmesso in data 7 Maggio 1992 alla Redazione di SAMARCANDA condotta da Michele SANTORO, lo scrivente comunicò la sua disponibilità a riferire "dello sperpero di miliardi in virtù di un Piano Nazionale per linformatica varato nel 1985";
1.E - che in data 25 Maggio 1992, a seguito dellistanza di fallimento presentata da una Banca, il sottoscritto presentava al Giudice del Fallimento dr. Saverio NANNA un Promemoria/Esposto nel quale rappresentava gli oltre 17 anni di travagliata esperienza imprenditoriale accennando, come si legge al 20 Paragrafo delle Conclusioni (pag. 9) al malcostume e corruzione che imperavano anche nel mondo della Scuola ed allegando, ovviamente, copie dei fax inviati alla COMUFFICIO;
1.F - che a seguito del suddetto Promemoria, trasmesso allUfficio del P.M. per quanto di competenza, veniva istruito il Fascicolo N. 2945/92/21 specificatamente per un episodio di subita concussione, essendo stati ritenuti non di competenza del Tribunale di Bari le lamentate illegalità segnalate relativamente ai finanziamenti del Piano Nazionale Informatico;
1.G - che il sottoscritto, con fax trasmesso alle ore 13,45 del giorno 2 Giugno1992, nella sua nuova veste di collaboratore (precario) della società CENTRUFFICIO s.r.l. - sita in Casamassima (Bari) ritenne di rappresentare al Sig. Provveditore agli Studi di Bari dr. Giuseppe BRIENZA alcune, gravi considerazioni e, contestualmente, trasmettergli, per doverosa conoscenza, copia di una comunicazione in corso di invio a tutti gli Istituti Superiori della Provincia di Bari;
1.H che con lettera datata 12 Novembre spedita all'indirizzo privato dellOn. Rosa RUSSO JERVOLINO, veniva rimesso un documentato Promemoria/esposto dove si rappresentava e si documentava, per quanto era stato possibile, la disinvolta, vergognosa gestione del Provveditore agli Studi di Bari relativamente alla ripartizione e utilizzo dei fondi attinenti al P.N.I.;
1.I - che il Ministero della P.I., con nota del 28 Novembre 1992, trasmetteva lettera e allegata documentazione inviata alla On. JERVOLINO, alla Procura della Repubblica di ROMA che lo registrava al N. 10004/92 Deleghe, affidando Il fascicolo al P.M. dr. DE CRESCENZO;
CONSIDERATO
2.A - che copia dellesposto, in assenza di riscontro da parte dell'On. JERVOLINO, venne da me consegnata al P.M. dr. Gaetano DE BARI in data 5 Marzo 1993 (con lettera di accompagnamento datata 4/03/93, suggeritami dallo stesso P M. DE BARI allorquando lo contattai a seguito di una notizia pubblicata sulla Gazzetta del Mezzogiorno dello stesso 4 Marzo). Questa iniziativa venne da me presa in quanto informazioni confidenziali mi avevano convinto che il dr. BRIENZA fosse stato ben informato sui contenuti del mio esposto. A tali mie preoccupazioni però, il P.M DE BARI rispose con l'assicurazione che si sarebbe mosso con la massima determinazione anche a Roma;
2. B - che al dr. DE PAOLA, responsabile dell'Ufficio Polizia di Stato presso il Tribunale, delegato dal P.M DE BARI, lo scrivente confermò tutte le circostanze contenute nellesposto, ivi comprese le gravi accuse nei confronti del Provveditore dr. BRIENZA e ciò nonostante i "benevoli" consigli e suggerimenti del dr. DE PAOLA che si preoccupava, forse, di evitarmi possibili denunce per calunnie;
2.C - che in data 12 Giugno 1993, veniva indirizzato al Procuratore della Repubblica di Bari un ulteriore esposto al fine di sollecitare indagini non ancora iniziate e, al 4° Paragrafo di pagina 2, a proposito del lavoro da me portato avanti in questa nuova veste nel settore delle Istituzioni Scolastiche, sempre in funzione dei finanziamenti afferenti ai P.N.1 affermare che 10 mesi di collaborazione con la società CENTRUFFICIO, " sono stati spesi quasi esclusivamente per raccogliere notizie, informazioni e documentazione che lasciano intravedere una sene dì illeciti molto vicini allassociazione a delinquere", fascicolo iscritto al N. 8808/93/21, parimenti affidato ad P.M. dr. DE BARI e da questi ugualmente delegato allUfficio di Polizia Giudiziaria diretto dal dr. DE PAOLA;
2. D - che i sopracitati dr. DE BARI e dr. DE PAOLA, dopo un iniziale impegno (I Telegiornali RAITRE e TELEREGIONE del giorno 16 Giugno 1993 aprirono le loro edizioni delle 14 e quelli serali con l'immagine del P.M. DE BARI - seduto compiaciuto alla sua Scrivania - e la notizia che "computer per limporto di 8 miliardi e mezzo risultavano forniti alle scuole dì Bari da una sola azienda, malgrado i prezzi non fossero proprio competitivi") sono venuti meno agli obblighi di adempiere ai propri doveri con la onestà e indipendenza dovuta;
2.E - che il giorno 22 Giugno 1993, in diretta radiofonica con RAIIJNO-RADIO ZORRO con in linea lavv. Nino MARAZZITA ed il corrispondente del Corriere della Sera dr. Carlo VULPIO, lo scrivente ebbe modo di lamentare che al Promemoria/Esposto inviato alla On. JERVOLINO non era stato ancora dato riscontro, e che la sola notizia appresa era quella che il fascicolo, riservato, era gelosamente custodito nellarchivio del capo di gabinetto dr. Giovanni TRAINITO che si era sempre negato ad ogni richiesta di colloquio;
2.F - che in data 5 Agosto 1993 lo scrivente indirizzava esposto alla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari con raccomandata N. 9723 e, per conoscenza, al C.S.M. con raccomandata N. 9722 dello stesso giorno che veniva esitata dal C.S.M. con Prot. -P-94-08375 del 12Maggio 1994 con l'informazione che lo stesso Consiglio, "nella seduta del 21 Aprile 1994, ha deliberato l'archiviazione del medesimo non essendovi provvedimenti di competenza del Consiglio da adottare";
2.G - che il 21 Ottobre 1993 il Corriere della Sera, prendendo spunto dalla risposta da me avuta dalla On. JERVOLINO (Prot.159/RIS/JR del 23 Settembre 1993) pubblicava un articolo a firma del corrispondente dr. Carlo VULPIO dove, fra laltro, si parlava che "nelle scuole di Bari e provincia, la quasi totalità degli appalti, per alcuni miliardi, se l'era aggiudicata la Computer Levante, società in accomandita semplice di due giovani napoletane;
2. H - che il successivo 22 Ottobre 1993, in collegamento diretto con RAIUNO-RADIO ZORRO, che ospitava per loccasione il magistrato barese dr. Nicola MAGRONE ed il corrispondente del Corriere autore dell'articolo dr. Carlo VULPIO, si tornò a parlare nuovamente delle vicende relative ai finanziamenti alle scuole e, a domanda del dr. BEHA, ebbi a precisare che lo scandalo dei finanziamenti afferenti il Piano Nazionale di Informatica andava ben oltre la provincia di Bari, riguardando l'intero territorio nazionale;
2.I - che in data 4 Dicembre 1993 il PM. dr. Gaetano DE BARI, inoltrava al G.I.P. dr. Piero SABATELLI istanza di archiviazione e questo subito dopo l'esposto datato 30 Novembre 1993 ai Giudice del fallimento dr. Saverio NANNA e da questi trasmesso, in copia, all'ufficio del P.M. con provvedimento del 2 Dicembre1993;
2.L - che in data 12 Dicembre, venuto a conoscenza di ulteriori gravi circostanze, lo scrivente inoltrava un ulteriore esposto, con documentazione allegata, al medesimo Giudice Fallimentare che disponeva la trasmissione degli atti all'ufficio del P.M. in data 20 Dicembre 1993;
2.M - che alla data del 5 Gennaio 1994, non risultando iscritti ne, tantomeno, reperibili presso gli Uffici dell1Archivio Generale nessuno dei sopra citati esposti lo scrivente presentava istanza di opposizione al G.I.P. dr. Piero SABATELLI;
PRESO ATTO
che il Tribunale di Bari, come denunciato con APPELLO-DENUNCIA del 25 Dicembre 1995, inviato a tutte le Istituzioni della Repubblica, non è in condizioni di garantire GIUSTIZIA alle persone oneste, ma quasi sempre "INGIUSTE GIUSTIZIE" a chi può permettersi il lusso di essere rappresentato da avvocati e procuratori notoriamente ben introdotti nell'ambiente dei magistrati corrotti e/o corruttibili
DENUNCIA
3.A - Per il reato di omissione di atti d'ufficio, il Sostituto Procuratore della Repubblica dr. Gaetano DE BARI per non aver contestato al sottoscritto tutte le falsità delle deposizioni rese allIspettore di Polizia dr. DE PAOLA, verbalizzante lIspettore LUIU, e quelle successivamente rese a tale ispettore sig. GALLUZZI, relativamente alla denuncia dei consiglieri comunali FRANCAVILLA e CIUFFETTI, vergognosamente archiviata su richiesta del P.M Vincenzo MARIA BISCEGLIA e, conseguentemente, per non aver richiesto, come dovuto, l'incriminazione dello scrivente per i reati di falsa testimonianza e di gravi calunnie e diffamazione nei confronti del dr. Giuseppe BRIENZA e del P.M. dr. Vincenzo MARIA BISCEGLIA;
3.B - per il reato di favoreggiamento aggravato dall'entità del danno procurato all'erario, il medesimo dr. Gaetano DE BARI che, a conoscenza dei meccanismi della corruzione messa in atto dal Provveditore BRIENZA in concorso con alti dirigenti e funzionari del Ministero della P.I, avrebbe dovuto, in omaggio al giuramento ed ai doveri di onestà e indipendenza del proprio ufficio, chiedere il rinvio a giudizio del Provveditore BRIENZA e partecipare alla Procura della Repubblica di Roma anche la sola testimonianza del Prof. MASTROVITO (Preside dellI.T.C. di Acquaviva - vedi I° Paragrafo Pag. 5 del Promemoria) unitamente ad una fotocopia delle pagine gialle, edizione 1992, relativa alla pubblicità della COMPUTER LEVANTE (DIREZIONE GENERALE PER LITALIA: BARI - Napoli, Roma, Milano, Bassano del Grappa, Bratislava);
3.C - per il reato di abuso di atti di ufficio, omissione grave di atti di ufficio e favoreggiamento personale nei confronti del Provveditore BRIENZA, aggravato dall'entità del danno erariale procurato, il responsabile dell'Ufficio di Polizia Giudiziaria (Polizia di Stato) presso la Procura della Repubblica di Bari, dr. DE PAOLA;
CHIEDE
4.A - che il signor Ministro di Grazia e Giustizia disponga, con urgenza, l'invio di Ispettori Ministeriali presso il Tribunale di Bari affinché venga esaminata, specificatamente, la seguente documentazione:
4.B - Copia del Promemoria datato 25 Maggio 1992 con allegati documenti di cui al Fascicolo 2945/92/21;
4.C Fascicolo istruito in data 5 Marzo 1993 (giorno di consegna dellintegrale documentazione già rimessa al Ministro JERVOLINO in data 12/11/1992), verifica della data di iscrizione al Registro Generale (inesistente o, comunque, irrintracciabile al R.G tanto che copia della lettera dellOn. JERVOLINO (Prot. 159/RIS/JR del 23/09/1993) venne allegata ad una nota indirizzata al P.M. DE BARI verso la fine di Ottobre) e dei dovuti conseguenti adempimenti in funzione degli atti istruttori compiuti;
4.D - Fascicolo N 8808/93/21 istruito su esposto diretto al Procuratore della Repubblica in data 12 Giugno 1993;
4. E - Raccomandata N. 7283 del 24 Luglio 1993 contenente comunicazione datata 23/07/1993 indirizzata al Sostituto Procuratore della Repubblica dr. Gaetano DE BARI;
4.F - Istanza di opposizione al GIP dr. Piero SABATELLI relativamente al Fascicolo N. 12760 GIP/93, consegnata al Registro GIP in data 5 Gennaio 1994;
5.A - che nell'ambito dei suoi poteri e delle competenze demandate al Ministro della Giustizia sia valutata l'opportunità di partecipare alla Procura Generale della Corte dei Conti il gravissimo danno erariale che omissioni e favoreggiamenti (dovuti a interessi privati, condizionamenti politici o quant'altro certamente non lecito) hanno prodotto a carico delta collettività tutta.
Si ritiene qui evidenziare che il congelamento del fondi relativi allinformatizzazione delle Scuole in Italia, avvenuto alla fine del 1995 dopo l'emissione da parte del P.M. di Roma dr. Andrea GIORDANO di ben 70 avvisi di garanzia (trattasi della cosiddetta truffa alla scuola - Computer per 854 miliardi, per un importo che non avrebbe dovuto superare 154 miliardi!!!) si sarebbe potuto anticipare già allinizio del 1992 se la Procura della Repubblica di Bari avesse letto con attenzione le comunicazioni fax inviate alla COMUFFICIO di Milano, allegate al primo Promemoria/Esposto datato 25 Maggio 1992;
5.B che analoga ispezione venga disposta dal Sig. Ministro presso la Procura della Repubblica di Potenza dove, in due successive convocazioni avvenute nel mese di Luglio 1994, sono state confermate tutte le circostanze riportate nei vari esposti nonché partecipata e verbalizzata, a funzionario di Polizia Giudiziaria M.llo GENOVESE, la mia determinata volontà di perseguire in via giudiziaria i PP.MM. Gaetano DE BARI, Vincenzo Maria BISCEGLIA ed il dr. Crescenzo AMBROSIO, giudice relatore nel Processo di Appello di cui al Fascicolo N. 208/A/86;
Putignano, 15Marzo 1996
f.to Mario Broglio Montani
P.S.- Le circostanze oggetto del presente Esposto/Denuncia, richiamate più sopra con data e/o numero di fascicolo quando possibile, sono state oggetto delle seguenti trasmissioni RAIUNO-RADIO ZORRO conduttore dr. Oliviero BEHA:
- 1)- 8 Giugno 1993-Tangenti a Bari - Procura di Bari;
- 2) - 22 Giugno 1993 - con avv. Nino MARAZZITA e Corriere della Sera;
- 3) - 22 Ottobre 1993 - con magistrato dr. Nicola MAGRONE e Corriere della Sera;
- 4) - 7 Dicembre 1994 - Evoluzione inchieste - Scandalo Ministero P.I./FINSIEL
QUALCUNO VUOLE CONOSCERE SE SONO STATO MAI CONVOCATO? EBBENE NO..!!
E dire che, in calce alla sottoriportata "Lettera Aperta al P.M. Gaetano De Bari" si legge, testualmente:
Attendo, con impazienza, il Suo esposto-querela, unitamente a quello del Senatore Brienza, sicuramente tra i primi a congratularsi con Lei.
** COLAIACONO COPY – 06652279 *** TO: 0805740741 – INIZIO=09:18 FINE=09:20 PAG. 2 ** ESITO OK ** DURATA 00:01’49 ***
Alla Procura della Repubblica di Bari – UFFICIO REGISTRO GENERALE – Terminale Fax N. 0805740741Egregio dott. DE BARI,
- LETTERA APERTA AL P.M. Dott. Gaetano DE BARI
- (copia per conoscenza al Sig. Ministro di Grazia e Giustizia e Consiglio Superiore della Magistratura)
milioni d’italiani hanno seguito, con sete di verità, la vicenda della povera ragazza di Gravina. Giornali e televisioni locali e nazionali che hanno riservato ampio spazio a questo terribile omicidio, hanno spesso fatto riferimento alla sua persona: l’auspicio di tutti, soprattutto quello dei genitori della povera Maria Pia, era che l’indagine affidata al suo ufficio, venisse da lei svolta con la scrupolosità e la perspicacia propria del "poliziotto", per chiudere il cerchio nel più breve tempo possibile.
Oggi che il caso sembra risolto, molti si congratuleranno con Lei per la professionalità e la bravura. Io, che il 4 Marzo 1993 accolsi il suo invito, affidandole incautamente copia dell’Esposto riguardante il Provveditore agli Studi, da me inviato all’On. Jervolino il 12 Novembre 1992, non sono tra questi, principalmente per tre motivi:
Il primo è che l’assassino, avendo a mio avviso commesso diversi errori, poteva e doveva essere inchiodato alle sue responsabilità fin dal primo momento <i Carabinieri locali, se consentitogli, avrebbero risolto il caso in meno di 24 ore!>;
Il secondo, collegato al precedente, è che Lei è incorso in "leggerezze" inconcepibili, imperdonabili anche al meno dotato principiante Pubblico Ministero, con il rischio fondato di compromettere seriamente il proseguo dell’inchiesta;
Il terzo, non meno importante, è che ho avuto modo di verificare, in più occasioni, scorretti Suoi comportamenti che hanno favorito personaggi potenti e spregiudicati nella ricerca di protezioni: la Procura di Potenza, chiamata a valutare le mie lamentele che riguardavano anche due Suoi colleghi, decretò il proscioglimento con una, solo apparente, salomonica decisione: "…non è emerso alcun elemento utile per poter configurare a carico dei magistrati indagati, un uso strumentale delle loro funzioni…" e, più avanti "…d’altra parte, le accuse del Broglio Montani appaiono frutto di sue sincere convinzioni che non sono mai sfociate nella citazione di fatti palesemente falsi, configurabili come reato a carico dei magistrati denunciati".
A questo proposito, prima di porLe alcune precise domande, intendo esprimere la mia personale opinione sui mali della Giustizia in Puglia, prendendo spunto da quelle motivazioni che confermano, ove ce ne fosse bisogno, che la GIUSTIZIA in terra di Puglia è tuttora da prima Repubblica: ricorso frequente ai soliti agganci, referenze, raccomandazioni ecc. ecc. E non può essere diversamente se si considera che diversi avvocati sarebbero imparentati con Giudici dello stesso Distretto e che la maggioranza dei magistrati pugliesi sono, come Lei dott. DE BARI, di estrazione locale.
In Regioni <vorrei chiederlo soprattutto al Sig. Ministro di Grazia e Giustizia ed al C.S.M.> dove il potere politico, economico e giudiziario ha fatto del clientelismo e della corruzione il suo cavallo di battaglia, è forse possibile, per magistrato barese, foggiano o potentino sfuggire a tutti quei condizionamenti ambientali che giudicano del tutto regolari i reciproci scambi di cortesia, i favori più o meno leciti, i ricatti ecc. ecc.?
Lei sa che quasi tutte le emittenti televisive hanno diffuso, in questa triste occasione, la Sua immagine. Ebbene, vedendolo seduto alla Sua scrivania il mio ricordo è andato alla mattina del 4 Marzo 1993 ed al successivo giorno 5 Marzo quando, visto il suo particolare interesse alla vicenda del Provveditore Brienza, decisi molto incautamente di aderire al suo invito consegnandoLe, con la letterina da Lei stesso suggerita, copia del voluminoso esposto inviato all’On. Jervolino.
Identiche immagini vidi diffuse, se mal non ricordo, il 16 Giugno del 1993 allorquando RAI TRE e TELEREGIONE aprirono le loro edizioni regionali facendola apparire, compiaciuto, alla Sua scrivania mentre lo speaker, anticipando i primi risultati della Sua indagine <della mia, sig. P.M.>, riferiva che forniture di computer per il valore di circa 8 miliardi e mezzo erano state effettuate alle scuole di Bari da una sola azienda, sebbene i prezzi non fossero proprio competitivi.
Lei, come l’allora Provveditore e, grazie anche a Lei, ora Senatore della Repubblica Giuseppe Brienza, sa bene come e perché quell’indagine, dopo il promettente avvio, è stata da Lei chiusa con la richiesta di archiviazione. Ed altrettanto bene sa perché il Brienza decise di candidarsi con Forza Italia al Senato della Repubblica. Non sa, forse, che l’esclusione da quella lista fu da me chiesta <ed ottenuta> al Coordinatore Regionale del Movimento Pergiorgio FRANCI, il che costrinse il Suo beneficato a ricorrere al Collegio di Rionero in Vulture nella lista Polo di Destra dove, purtroppo per gli onesti, risultò eletto.
Oggi, alla luce della carte contenute nel fascicolo aperto a Roma dove è confluito, dopo la mia opposizione al GIP, il Procedimento autoassegnatosi con il "suggerimento" del 4 Marzo ’93, Le pongo alcune precise domande:
Perché, contrariamente a quanto mi aveva assicurato il 5 Marzo 1993, non si è messo immediatamente in contatto con la Procura di Roma, in ciò contravvenendo alle norme previste dall’Art. 54 C.P.P.?
Per quale motivo, dopo la cordialità dei due incontri e la quasi freddezza del terzo quando le chiesi se il dott. DE PAOLA l’avesse informata sulle notizie da me riferitegli che volevano il Procuratore Capo della Repubblica dott. DE MARINIS "protettore" del Provveditore Brienza, Lei non ha ritenuto di disporre il mio interrogatorio come persona informata sui fatti?
Perché sig. P.M., alle 11,30 del 5 Novembre 1993 decise di ignorare la mia presenza nel corridoio che la separa dall’Ufficio del Procuratore, tanto da non rispondere ai miei tre "buon giorno dottore", ripetuti a distanza di quasi scontro fisico? Lei lo sapeva bene già allora; io, per scoprirlo, ho dovuto invece lavorare sulle carte e sui ricordi!
Lei, per tramite dell’Ufficio di P.G., aveva convocato per quell’ora, nel Suo ufficio, il Provveditore Brienza da me chiamato in causa quale referente occulto della Computer Levante snc <la visione degli atti riscontra pienamente i miei assunti confortandoli con la notizia, a me sconosciuta, che il Suo beneficato risultava notoriamente amante di una delle contitolari della Computer Levante>. La mia presenza nei paraggi del Suo ufficio dunque, non poteva essere a Lei gradita!
Le spiego anche il perché: alle ore 11,40 di quel 5 Novembre 1993, il Provveditore Brienza è giunto all’ingresso del Tribunale dove era atteso dal responsabile dell’Ufficio di P.G. dott. DE PAOLA e da un altro collega. Il dott. DE PAOLA, dopo averlo affettuosamente salutato, si premurava, insieme al collega, di accompagnarlo immediatamente nella Sua stanza lasciando all’esterno l’altro accompagnatore. L’orologio segnava le ore 11,43 e la permanenza si è protratta fino alle ore 12,15. Non poteva trattarsi di incontro casuale, visto che il Brienza era atteso all’ingresso del Tribunale addirittura dal responsabile dell’Ufficio di P.G. <da quando, sig. P.M., le persone convocate o indagate vengono attese all’ingresso del Tribunale, affettuosamente salutate ed ossequiate dai funzionari di P.G.>?
Ed a questo proposito vorrei chiederLe come mai, tra le carte trasmesse a Roma, non ci sia traccia di quell’incontro. Ha forse omesso di redigere il regolare verbale, se non di persona indagata, almeno di sommarie informazioni da parte di persona informata sui fatti?
Perché, dott. DE BARI, di quel Procedimento autoassegnatosi non c’è stata traccia al Registro Generale fino all’interessamento del Prefetto di Bari del 19 gennaio 1994? Perché, malgrado Le avessi fatto recapitare la missiva a firma dell’On. Jervolino che m’informava sui primi esiti a Roma, Lei non ha ottemperato agli obblighi previsti dall’Art. 54-bis C.P.P.?
Veniamo ora a fatti più recenti: in data 15 Marzo 1996, per tramite della Stazione Carabinieri di Putignano, ho inoltrato alla Procura della Repubblica <ma anche al Ministro di Grazia e Giustizia e al C.S.M.> un formale Esposto-Denuncia con il quale, fra l’altro, mi autodenunciavo. Al punto 3.a, infatti, io l’ho accusata di omissione di atti d’ufficio per non aver disposto la mia incriminazione per i reati di falsa testimonianza, calunnia e diffamazione a danno del Provveditore Brienza. Lei, sig. P.M., avendo io confermato a verbale tutte le accuse formulate contro il Provveditore Brienza, non avrebbe a suo tempo dovuto indagarmi e, una volta provate le mie falsità, richiedere il mio rinvio a giudizio? In attesa che l’organo giurisdizionale competente mi convochi in relazione al sopra citato Esposto-Denuncia con le successive memorie integrative, Le rivolgerò qualche altra domanda:
Perché sig. P.M., pur in presenza di evidente e dimostrabile inimicizia, Lei ha formulato una richiesta di rinvio a giudizio nei miei confronti per il reato di cui alla Legge 516/82, evidenziandovi un’inesistente recidiva? Io non conosco, dott. DE BARI, quali siano i Suoi diritti ed i Suoi doveri: credo però che se un P.M., denunciato una prima volta e amichevolmente prosciolto, viene ridenunciato con formali esposti, abbia non solo il diritto ma il dovere di difendere la propria onorabilità e reputazione dimostrando la falsità delle accuse. Nella fattispecie però, Lei non solo non ha difeso la sua rispettabilità ma, con la non astensione in Aula in quel Procedimento, ha dimostrato e confermato che le accuse di tentata intimidazione nei miei, da me formulate nell’esposto-integrazione del 24 Ottobre 1997, sono assolutamente fondate.
Ricordo bene, egregio dott. DE BARI, che nella Sua requisitoria nell’udienza dell’8 Maggio 1998 presso la II° Sezione Penale del Tribunale di Bari, Lei ha chiesto, per il mancato versamento all’Erario di lire 2.175.000 <differenza tra le ritenute operate e dichiarate nel Mod. 770 del 1990> la mia condanna a tre mesi di reclusione, la multa di tre milioni <verificabile, salvo precoce mia sordità, dalla registrazione fonografica> e la non applicazione dei benefici per spedirmi in galera!
Ricorda dott. DE BARI cosa rispose il Presidente all’inizio delle mie dichiarazioni spontanee allorquando, informando la Corte delle denunce presentate contro di Lei, lamentai che la recidiva evidenziata nella richiesta di rinvio a Giudizio da Lei sottoscritta, mi aveva offeso profondamente? Disse il Presidente che nel Decreto che disponeva il Giudizio non era stata contestata nessuna recidiva ed il processo, dopo la mia richiesta di essere giudicato secondo giustizia, si concluse infatti rapidamente con la condanna a due mesi di reclusione e lire 500.000 di multa, pena sospesa.
Ha sbagliato il Tribunale a non contestarmi la recidiva da Lei invocata o è Lei che, abituato all’uso strumentale del potere, voleva spaventarmi affinché mettessi fine alle accuse, molto, molto benevoli, di poco corretti Suoi comportamenti?
Se così non è, egregio dott. DE BARI, non c’è che un’altra verità, altrettanto amara per Lei: dove è la sua professionalità?
Attendo, con impazienza, il Suo esposto-querela, unitamente a quello del Senatore Brienza, sicuramente tra i primi a congratularsi con Lei.
Fiumicino, 9 Marzo 1999
f.to Mario Broglio Montani .........