MARIO BROGLIO MONTANI
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A S.E. il Prefetto di Bari
dott. Corrado CATENACCI
Prefettura di       BARI
 

                                          Putignano, 10 Gennaio 1994

 

Eccellenza,

chi Le scrive, nato a Roma nel lontano 1937 da un padre classe 1872, dopo quasi 33 anni di ininterrotta attività lavorativa improntata sempre alla massima correttezza ed onestà, si trova oggi in una situazione estremamente drammatica. Infatti, dopo aver trascorso 14 anni in aziende del gruppo Olivetti decise, nel 1974, di dare le dimissioni per mettere a frutto le esperienze e la professionalità acquisite, accettando la carica di Concessionario Esclusivista Olivetti per la zona di Putignano.

Non sapeva, allora, iniziando un'attività autonoma che lo avrebbe portato a diretto contatto con le aziende e istituzioni private e pubbliche, che quest'ultime lo avrebbero messo quotidianamente di fronte a problemi di coscienza. I vari Governi della repubblica Italiana, si dice, hanno garantito la LIBERTA'! Per quanto mi riguarda la libertà di di cui ho potuto godere durante la mia travagliata esperienza imprenditoriale è stata quella di vivere ai margini della società (se si esclude il periodo 1983-1987 durante il quale ho potuto lavorare, al di fuori di condizionamenti politici, nel settore del commercio per la fornitura di registratori di cassa) e di assistere e di lottare, vanamente, contro la LIBERTA' FORSENNATA del corrotto strapotere politico ed economico: Libertà per i politici ed i loro portaborse di rubare a piene mani, libertà a politici ed amministratori di corrompere e farsi corrompere, libertà agli imprenditori più "lungimiranti del sottoscritto di assurgere rapidamente a posizione di prestigio e di ricchezza in barba alla professionalità ed alle norme del libero mercato. Libertà ai magistrati infeudati in partiti di insabbiare ogni tentativo tendente a ristabilire le normali e corrette condizioni concorrenziali e quel minimo di Giustizia che uno Stato di Diritto avrebbe dovuto garantire.

Quasi certamente, Eccellenza, non sarei qui a disturbarLa se nel lontano 1989 il P.M. presso la Procura di Bari dott. Vincenzo Maria BISCEGLIA, ricevuta una denuncia da  parte dei consiglieri comunali di Castellana Grotte FRANCAVILLA e CIUFFETTI, avesse fatto solo e soltanto il suo dovere di magistrato, mettendo fine alle turbative d'asta denunciate, turbative che l'allora mio principale e più "lungimirante" collega sig. Vittorio SPEDICATI ha sempre contrapposto, con la connivente complicità di politici e amministratori disonesti, alla mia onesta e corretta concorrenza commerciale nei confronti degli Enti Locali.

Ed è amaro constatare come ancora oggi, a due anni dall'inizio di Tangentopoli, il Tribunale di Bari abbia ancora una grossa riserva di sabbia: se questa dovesse mancare nell'armadio del magistrato che indaga su qualche "intoccabile" (politico, imprenditore o altro protetto), stia certo che qualcuno provvederà sollecitamente a fargliela recapitare dalla stanza accanto, magari soltanto per un fatto di cortese reciprocità.

Non è strano che un fascicolo riguardante un'istanza datata 30/11/1993 presentata al Giudice del Fallimento e da questi trasmessa al P.M. in data 3/12/1993 non sia alla data dell'8 Gennaio 1994 ancora iscritto al Registro Generale ne, malgrado accurate ricerche rintracciato, mentre si è evidenziata una richiesta del P.M. procedente dott. De Bari datata 4 dicembre al Giudice per le Indagini Preliminari dott. SABATELLI, tendente all'archiviazione del procedimento che vede coinvolto il già citato Concessionario Olivetti Vittorio SPEDICATI? E non è sospetto che notizie confidenziali già da tempo volevano perdente lo scrivente nelle azioni giudiziarie intraprese perché, come già avvenuto per l'archiviazione della denuncia dei consiglieri comunali FRANCAVILLA e CIUFFETTI, il denunciato avrebbe fatto come allora gli opportuni passi per "sistemare" ogni cosa?

Il Giudice Delegato al fallimento dott. Saverio NANNA ha accolto la mia richiesta di autorizzazione a costituirmi parte civile nel procedimento penale a carico dell'attuale Sindaco di SAMMICHELE di Bari Nicola MADARO per la concussione subita nel Dicembre 1982 (a pagina 98 del fascicolo processuale n. 2945/92/21 - P.M. dr. Colangelo - si evidenzia <penso caso unico nell'Italia di tangentopoli> come l'unica tangente pagata e denunciata dal sottoscritto non abbia comportato maggiori costi per la collettività ed anzi, in funzione dell'assicurato pagamento immediato, tutti i prodotti Olivetti furono scontati in percentuali dal 5 al 16%.

Vorrei chiederLe, Eccellenza, cosa mi sarebbe potuto accadere se anziché a Maggio del 1992 io, disattendendo i consigli del mio avvocato, avessi denunciato all'epoca quanto accadutomi. Se infatti il Geom. Nicola MADARO, dopo le notizie riguardanti la richiesta di rinvio a giudizio per l'episodio di concussione da me denunciato, scrive oggi alla stampa e alle televisioni locali precisando che si tratta di "meschine macchinazioni", che il denunciante ha inventato tutto, che è notorio il non buono stato di salute dal punto di vista neurologico ecc. ecc., sottolineando temerariamente "che ha desistito dalla legittima e naturale tentazione  di rassegnare le dimissioni da Sindaco sia per le espressioni di solidarietà dei colleghi che, soprattutto, per la fiducia nella Magistratura che - sono certo - farà al più presto emergere la verità", affermazione questa che scaturisce dalla impunità che la Procura di Bari gli ha garantito e che soltanto per un breve periodo fu messa in discussione dal P.M. dr. MAGRONE che ne chiese l'arresto (vedasi fasc. proc. 208/A/86) ma subito riscattata, nel 1990, con l'assoluzione piena da parte della Corte di Appello di Bari - Giudice relatore il dr. Crescenzo AMBROSIO - ora inquisito dal C.S.M., ebbene tutto ciò conferma che il consiglio del legale, citato peraltro nella stessa denuncia, non poteva essere disatteso se non con il grave rischio di finire in un manicomio o condannato per calunnia e diffamazione!

Non Le nascondo che sono ormai stanco di lottare e da diversi mesi invoco mia madre deceduta il 23 Luglio scorso perché interceda preso il buon dio (che adesso non sono più tanto certo che esista) affinché accolga la mia richiesta per un felice non risveglio mattutino. Mia madre, invalida fin dal 1981 dopo l'asportazione  di un rene della milza, si aggravò nel corso del 1991 per una neoplasia al mediastinico e, solo allo scopo di poter continuare a garantirgli quella minima doverosa assistenza non più nelle mie possibilità, mi decisi nel Febbraio 1992 a presentare domanda per le provvidenze previste per gli invalidi civili. Purtroppo, anche se la Commissione Medica ha accertato in tempi brevi la patologia riconoscendo la totale inabilità fin dal 20  Aprile 1993, mia madre è venuta meno costringendomi ad indebitarmi ulteriormente per sostenere le spese funerarie quando già si era attivata una procedura di sfratto dall'abitazione.

Ho iniziato il mio scritto parlando di situazione drammatica. Non può non essere così, Eccellenza, se domani 10 Gennaio o nei successivi prossimi giorni (con tutta la rabbia accumulata ad ogni telegiornale ed a quella che scaturisce dalla consapevolezza che i responsabili del cosiddetto "quarto potere" - stampa e televisione locale - ancora asserviti ai vecchi gruppi di potere, hanno impedito ai redattori di informare, come desideravano, lettori e telespettatori) il sottoscritto dovrà affrontare anche l'umiliazione di vedersi venduti i mobili all'asta e sfrattato per morosità mentre il suo più "lungimirante" ex concorrente Concessionario Olivetti Vittorio SPEDICATI, come risulta dall'istanza tendente ad ottenere l'autorizzazione per sequestro cautelativo presentata al Giudice del fallimento il 14 Dicembre 1993 e da questi parimenti trasmessa in data 20 Dicembre al P.M., si è aggiudicato lo scorso 11 Novembre 1993, a nome della figlia Carla, l'asta giudiziaria afferente la villa della fallita ditta SERIO di Putignano e ciò per la non indifferente cifra di lire 350.000.000.

Cosa accadrà dunque alle ore 10 di domani 10 Gennaio presso la pretura di Putignano, non lo so! Ad ogni buon conto, certo di sentirmi in questo momento ancora nel pieno delle mie facoltà mentali, significo a Lei, quale rappresentante di questo Governo che non ha saputo garantirmi quella libertà e quei diritti pure sanciti dalla nostra Costituzione, i miei ultimi desideri:

- che nell'interesse dell'unica figlia (alla quale, mio malgrado, non ho potuto dare alcun contributo per il desiderato proseguimento dei suoi studi in Lettere Moderne all'Università di Siena dopo il meritato diploma - 60/60 - al Liceo Classico O. Flacco di Bari) la mia posizione di "imprenditore fallito" venga quanto prima affrontata dal Tribunale di Bari e la mia figura, se giustificato dalle risultanze processuali, prontamente riabilitata;

- che le provvidenze relative alla riconosciuta invalidità civile a favore di mia madre GROSSO Pasqualina vengano, in caso di mia morte, liquidate a mia figlia Debora, dopo aver saldato il residuo debito di lire 2.800.000 alla ditta PINTO Angelo di Putignano per le spese funerarie della nonna paterna;

- che, in caso di mia morte, tutti gli organi utilizzabili siano messi liberamente a disposizione del più vicino Centro Trapianti con la sola contropartita che il mio corpo, a spese dello Stato, venga cremato e le ceneri disperse nel mare Adriatico;

- che mia figlia Debora, che il sottoscritto non sente e non vede dall'Ottobre 1992, venga informata soltanto a cremazione effettuata. Con le dovute cautele desidero che dell'accaduto venga informata soltanto la mia sorellastra Adalgisa Broglio Montani (telefono 06/6522923) che il 17 Gennaio festeggerà i suoi 93 anni e che, unitamente alle figlie Lina e Silvana, ringrazio per l'affetto e l'aiuto che hanno ritenuto di darmi;

- che vengano informati il dott. Oliviero Beha o, in sua assenza, Gianfranco Rossi della RAI al n. 06/3216276 unitamente al corrispondente del Corriere della Sera dott. Carlo Vulpio al n. 080/8718442, che ringrazio vivamente per il passato interessamento e che invito, nell'interesse della GIUSTIZIA, a far si che il mio sacrificio, con il loro contributo, possa servire a ripulire la Procura di Bari della tanta sabbia maleodorante e, con il diradarsi della fittissima nebbia che ancora persiste, dare impulso e vigore, ove possibile, alla tante inchieste "insabbiate" per volontà dei potenti.

Ringrazio il Magistrato dr. Colangelo ed il Brig. TOSCANO della P.G. per l'impegno da loro profuso nell'accertare i fatti da me esposti nel Promemoria del 25/5/1992. Altrettanto non posso fare con il P.M. dott. Gaetano De Bari e con il Dr. De Paola della Polizia di Stato che, per i motivi già esposti nella sopracitata istanza del 30/11/1993 al Giudice del fallimento, hanno della Giustizia una diversa concezione.

Certo che il Suo ufficio terrà bene in evidenza le sopra riportate, libere e coscienti mie ultime volontà, mi scuso per la prolissità del mio scritto, ringraziandola e porgendoLe distinti saluti ed ossequi.

f.to Mario Broglio Montani